XIV

 
 
 
 
Cantore della soffocata disperazione, rimango.
Incapace di esprimere il bello, forzatura
statica e sfuggente; frattura frutto dell’
usura degli anni, dolci e perduti.
Sento la tua bocca sulla mia. Assenza di
pensieri.Il tatto mi guida verso la collisione
delle nostre orbite, la mia pelle si scioglie
nelle tue carezze.Nel tuo fuoco arde la mia identità.
Fino a che non sia l’alba.
 
 
 
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